Riflessioni di fine anno sul laboratorio di scrittura

 

Immagine generata con IA

Come è andato il laboratorio di scrittura durante l'anno scolastico appena trascorso?

Progettare il laboratorio e predisporre i materiali necessari è impegnativo, laborioso e faticoso. Non è facile assicurarsi ogni volta di essere "arrivati" a tutti gli studenti con le minilezioni che vengono proposte e di sicuro non è possibile controllare tutto. Spero che le proposte vengano accolte sempre con impegno da tutti, ma non sempre è così. Le verifiche formative mi permettono ogni volta di cogliere spunti di riflessione per riprogettare e rimodulare il mio lavoro, ma le esigenze sono diversificate, le ore a disposizione sempre più ridotte e, inutile negarlo, l'attenzione degli studenti non sempre facile da tenere viva. 

Negli anni ho verificato come uno degli aspetti che più risulta convincente del laboratorio consiste nel responsabilizzare gli studenti in merito al loro apprendimentoti ho guidato, ti ho accompagnato per mano un po' alla volta, adesso fai da solo, utilizzando tutti gli strumenti che hai a disposizione e che hai avuto modo di conoscere in modo approfondito. Però si tratta sempre di preadolescenti che spesso faticano ad avere una visione di insieme, i più fragili poi questo passaggio dall'essere accompagnati al lavoro autonomo a volte non riescono a farlo e continuano ad aver bisogno di supporto anche quando la maggior parte dei compagni ha interiorizzato le strategie fornite. 

Risulta quindi necessario pensare a soluzioni che consentano a tutta la classe di crescere, migliorare e raggiungere buoni traguardi. Pertanto mi vengono in mente due possibilità.

Una è quella di strutturare le attività diversificando, che è poi quello che sempre si fa durante le sessioni di scrittura, dal momento che ciascuno scrive sull'argomento che ha scelto e ciascuno può trovarsi durante la stessa sessione in un momento diverso del processo di scrittura. Capita però che a volte, soprattutto quando si lavora al secondo pezzo di una determinata tipologia ( che sia autobiografico, poesia, espositivo o fiction), quando si "riapplicano con maggiore autonomia" le strategie già sperimentate con il il primo pezzo, che chi ha acquisito gli strumenti proposti completi il suo lavoro e consegni, mentre altri ancora no. In questo caso potrei diversificare il lavoro, dicevo, dedicando tempo da parte mia a chi ha bisogno durante la fase di produzione dei testi e coinvolgere gli altri in attività che essi possano svolgere in modo autonomo, che in parte esulino dal laboratorio di scrittura vero e proprio. 

Un'altra strada, forse più valida ma per me tutta da sperimentare nel laboratorio di scrittura, potrebbe essere quella del peer to peer: non una semplice consulenza tra pari, ma un supporto più prolungato ai compagni, permettendo così a chi ha acquisito con successo le strategie incontrate di affiancare coloro che devono ancora acquisirle appieno. Chi ha già imparato "come si fa", quali sono gli step per raggiungere l'obiettivo, può mettere a disposizione degli altri la propria esperienza. In questo modo saremmo tutti ancora più immersi in un clima da "bottega", da luogo in cui si riflette insieme e si lavora con le parole. 

A conclusione di un'esperienza di questo tipo potrei proporre agli studenti tutor la produzione di un breve testo per descrivere il lavoro svolto accanto ai compagni, così da poter esprimere anche io una più completa valutazione dell'attività per ciascuno studente. 

Anche questa è una strada faticosa, ma, a mio avviso, da tenere in considerazione, da tentare quando il prossimo anno ne ravviserò la necessità. 

E niente, il laboratorio è efficace proprio perché è attivazione continua da parte degli studenti e progettazione chiara, supervisione, riflessione costante da parte del docente. Onestamente niente a che vedere con la abbastanza comoda lezione frontale impartita a tutti nello stesso momento e nello stesso modo: e chi non ha appreso è perché non ha studiato!



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