Conoscere un personaggio

 


Non è facile per i nostri studenti, in un mondo che corre veloce, fermarsi e riflettere su quanto letto. Nonostante le strategie presentate nel corso di questi mesi a supporto delle annotazioni settimanali, mi rendo conto che si fa una certa fatica a sostare e a osservare con attenzione il testo, ad interrogarsi su di esso, ad afferrarne il significato più profondo. E allora mi chiedo cosa posso fare. Ho già proposto diverse strategie, ma mi accorgo che si tende ad utilizzare sempre le stesse e a farlo spesso in modo piuttosto superficiale. In particolare, sfogliando i taccuini, mi soffermo sul fatto che scarsa attenzione viene riservata ai personaggi, che non vengono indagati a sufficienza. 

Così decido di mettermi al lavoro e proporre nuovamente una strategia già presentata, ma utilizzata in classe una volta sola. Si tratta de "l'anatomia di un personaggio" delle prof.sse Cavadini, De Martin, Pianigiani, autrici di "Leggere, comprendere, condividere". 


Stiamo ultimando la lettura dell'Iliade, che ho presentato nella versione in prosa di Cinquetti. Leggeremo a breve l'ultimo libro, quello in cui Priamo si reca da Achille per chiedere che gli venga riconsegnato il cadavere di Ettore. Così prendo carta e matita e parto da me: sperimento la strategia.

Intanto decido che non dovrò fermarmi su tutte le parti del corpo proposte, ma solo su quelle che penso possano aiutarmi ad analizzare il personaggio, quelle di cui saprei cosa scrivere. Scorrendo le indicazioni, pian piano, mi rendo conto che di cose da dire su Priamo (il personaggio che ho scelto) ne ho diverse, per cui, alla fine, solo un paio di suggerimenti rimangono esclusi.

Mi cimento nel disegno del personaggio e poi comincio a scrivere. Parto dagli occhi, come vede il mondo Priamo? Come tutti gli altri personaggi che popolano il poema, il mondo viene visto come un luogo in cui gli uomini non possono che affidarsi al destino e sottostare alla volontà degli dei. Quindi vado sul cervello, i pensieri. Priamo in questo ultimo libro è affranto, chiuso nel suo dolore dopo la morte di Ettore. Quando Iris gli sussurra di recarsi da Achille per recuperare il cadavere di Ettore, si prepara immediatamente, senza temere Achille e non ascoltando Ecuba che cerca di dissuaderlo.

Così pian piano procedo.     

Come porterò in classe questa mia esperienza? Dopo aver letto l'ultimo libro dell'Iliade insieme, mostrerò ai ragazzi e alle ragazze il mio lavoro. Leggerò di volta in volta le varie parti e ne discuteremo. Poi chiederò a tutti di lavorare allo stesso modo su un altro personaggio, magari su Achille.

Come step successivo si potrà proporre, a chi se la sente, di "cucire insieme" tutto quanto si è scritto, così da produrre un'unica strutturata annotazione. Penso che da una strategia come questa si possa partire per una analisi già abbastanza ricca di un personaggio: incrocio le dita.

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