Il Writing Workshop: un approccio convincente.

 

Chi comincia a sperimentare il Writing Workshop in classe, poi non può più smettere. E non può farlo nonostante il laboratorio di scrittura sia decisamente faticoso per il docente e assorba molte energie sia in classe che a casa. Ciò accade perché esso ha un impatto molto forte sulla consapevolezza degli studenti riguardo al proprio modo di scrivere, di lavorare, di gestire il tempo, e sulla loro autonomia.

Scrivere in laboratorio rende gli studenti e le studentesse pienamente responsabili di ciò che producono e poi consegnano, e questa assunzione di responsabilità cambia il loro modo di avvicinarsi alla scrittura.

Fare un tema su una traccia data è proprio tutta un'altra cosa. Il WW stravolge completamente l'approccio tradizionale alla scrittura in classe e sicuramente per dei dodicenni può essere inizialmente destabilizzante. Capita spesso che davanti alle prime lezioni molti non colgano l'importanza di applicare le minilesson,  di indossare la lente dello scrittore quando si leggono i mentor, di mettersi seriamente in gioco e pensano di potersela cavare  facendo come hanno sempre fatto. Poi però si accorgono che così non può funzionare: quando infatti ricevono i primi feedback dopo la consegna della prima stesura, si rendono conto che devono "rimetterci mano" e  che non basta lavorare come si fa con un tema. Il tema, infatti, una volta consegnato, è definitivo: si riceve un voto e si passa al prossimo. Nel WW invece le cose non vanno così e questo cambia tutto. La possibilità di ritornare sul proprio elaborato, accompagnati dai consigli degli insegnanti, pone i ragazzi davanti alle loro responsabilità e li induce a fare sul serio, a riflettere su ciò che hanno scritto e su come lo hanno fatto, a rileggere le minilezioni che possono tornare loro utili, a rileggere i mentor, a dare il meglio di sè, perché l'invito a migliorare non arriva alla fine del processo, accompagnato (e spesso oscurato) da un voto, ma in fase di realizzazione, quando c'è ancora tempo e modo per apportare modifiche.

Ed è qui che, in prima,  mi trovo adesso, nella fase di restituzione della prima stesura del testo autobiografico, dopo aver letto mentor, costruito insieme una check list con ciò che non sarebbe dovuto mancare, fornito diverse minilezioni  e dopo diverse sessioni di laboratorio e alcune consulenze. Come è andata? Io dico bene, nel senso che, restituito il primo feedback,  l'impegno da parte di tutti è decisamente migliorato.

La volta precedente avevo chiesto alla classe di ricopiare gli elaborati, in modo ordinato, su un foglio protocollo, la prima bozza infatti  risultava in molti casi illegibile per via delle strategie applicate di volta in volta e degli asterischi collegati in giro per le pagine con l'obiettivo di ampliare, specificare, arricchire parti di testo. Ho, quindi, ritirato queste prime stesure e ho fornito a ciascuno un feedback, come dicevo. 

Ad esempio ho ricordato a qualcuno che avevamo stabilito che la vicenda si concentrasse nel tempo di mezza giornata circa e quindi non poteva raccontarmi eventi che si svolgevano nell'arco temporale di una settimana. Oppure ho invitato a cercare incipit più accattivanti, a non usare troppe sequenze narrative, a riguardare alcune minilezioni presenti su classroom,  e così via. 

Dalla prossima volta ci concentreremo su alcuni aspetti formali come la "consecutio temporum" e l'uso della punteggiatura.

In un mondo che corre, in cui ogni insegnamento sembra sfiorarci e non toccarci mai abbastanza da lasciare un segno, la pratica della scrittura autentica in laboratorio diventa un momento prezioso per fermare un po' il tempo, metterci in contatto con noi stessi, connettere mano, mente e cuore e cesellare, modificare, cancellare, riscrivere, imparare come si fa. 

Alla fine di ogni sessione di scrittura propongo un momento di autovalutazione, su classroom ciascuno ha un documento da aggiornare di volta in volta inserendo la data di compilazione e rispondendo a semplici domande: cosa ho fatto oggi? come ho lavorato? sono soddisfatto/a? cosa farò la prossima volta?

Si tratta a mio avviso di un momento importantissimo per sostenere l'autonomia, la responsabilità e la consapevolezza del proprio modo di lavorare.

Come si fa a rinunciare a questo approccio, per quanto, ripeto, faticoso? Negli anni non ho trovato nulla di più efficace per sviluppare le abilità di scrittura di studenti e studentesse. 
















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